La Ciclovia Monaco-Milano: un collegamento tra Bergamo e il Nord Europa

Questo progetto di 610 km è già quasi realtà: si tratta di un lavoro di ricucitura di tratti già esistenti, per dare vita a una via di mobilità leggera che aprirà nuove strade al turismo e alla mescolanza culturale. "È andando in bicicletta che impari meglio i contorni di un paese, perché devi sudare sulle colline e andare giù a ruota libera nelle discese" disse Emest Heingway, grande amante del ciclismo. Chissà cosa direbbe, quindi, della ciclovia Monaco-Milano che il Circolo Culturale della Val Cavallina ha pensato, nel 2018, partendo da un'idea di Dario Furlanetto. Ne abbiamo parlato con Aldo Bellini, Presidente del Circolo Culturale.

Il progetto

“È una idea che guarda al domani e che ha come obiettivo quello di collegare realtà del nord Europa con realtà italiane, attraverso un percorso ciclabile che si sviluppa in un ambiente digrande significato artistico, culturale e storico e che ha anche un risvolto di natura economica” inizia così Bellini, non nascondendo l’orgoglio di poter parlare in prima persona di questa immensa opera.
La ciclabile, “operazione sicuramente ardita”, collega la città di Monaco di Baviera con la metropoli di Milano. La Monaco-Milano si innesterebbe a Bressanone, sull’asse ciclabile già esistente, e via Brennero e Innsbruck raggiungerebbe il capoluogo della Baviera. Nato nel 2018 dal Circolo Culturale della Val Cavallina, facendo propria una idea di Dario Furlanetto, già direttore del Parco dell’Adamello, “Questo progetto, quando è stato presentato, sembrava quasi irrealizzabile. È un progetto certamente ambizioso, ma realizzabile: da buoni bergamaschi siamo abituati a tenere i piedi per terra e a non volare”. Una volta completata, si tratterà di una ciclabile lunga 610 km e i primi passi son già stati mossi, anzi: qualcosa già c’è. O forse più di qualcosa.
Qualcosa esiste già …

Il percorso complessivo, da Monaco a Milano, è di 610 km: 76 km sono in territorio bergamasco.”Il percorso nel territorio tedesco e austriaco è già stato realizzato, così come quello che da Bressanone giunge in Provincia di Bergamo, nell’alto Sebino, la cosiddetta Bressanone-BolzanoLago di Caldaro” spiega Aldo Bellini, mostrando come l’ambizione che li ha mossi trova radici profonde nella realtà dei fatti.Il tratto Mendola-Val di Non-Tonale-Val di Sole-Val Camonica fino al lago d’Iseo, inoltre, è sostanzialmente completato al 90%, il tratto bergamasco, da Rogno fino a Fara Gera d’Adda, sostanzialmente esiste in tratti separati tra di loro, siamo circa al 70%. Il lavoro sarà di ricucitura e di adeguamento delle larghezze dei percorsi ciclabili secondo la normativa europea. In questa operazione, ovviamente, è stata coinvolta anche la città di Milano, la città metropolitana di Milano, il Comune di Bergamo, la Provincia di Bergamo, la Comunità Montana dei Laghi bergamaschi, i Comuni e la Comunità Montana della Valle Camonica attorno ai quali ruota tutta questa iniziativa. “Quando arriveremo a Fara Gera d’Adda termineremo il tratto bergamasco, per iniziare quello milanese: esiste già, dall’Adda al Duomo, una ciclabile, l’Alzaia della Martesana”.

Dall’idea al progetto

“Quando, nel dicembre 2018, il Circolo Culturale della Val Cavallina ha presentato questa ipotesi progettuale nella sede della Comunità Montana dei Laghi bergamaschi, il problema era trovarle una madre e un padre: qualcuno che, sul piano concreto, facesse il capofila. Il Circolo, in quanto tale, non è in grado di accedere a finanziamenti ” spiega Aldo Bellini. Il capofila del progetto è stato trovato nella Provincia di Bergamo: “La regione Lombardia ha condiviso con noi la lungimiranza di questa idea e si è fatta carico di proporre l’inserimento di questo progetto nel piano regionale della mobilità leggera, con una classificazione di carattere internazionale, così come la ciclabile VenTo, che collega Venezia a Tori’no “. L’obiettivo è quello di accedere ai benefici europei del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza (PNRR): “il cicloturismo, in Italia, ha un giro di affari di circa 7 miliardi di euro. In Europa, il suo valore è calcolato in 44 miliardi”. Sul piano concreto, il progetto di fattibilità è già stato predisposto e approvato dall’Amministrazione Provinciale di Bergamo. Proprio in questi giorni, la stessa ha mosso i primi passi per il rilievo plani-altimetrico dell’intero tratto bergamasco per il progetto di ricucitura dei vari tratti già esistenti. Anche i Sindaci dei 31 Comuni bergamaschi toccati dal progetto e dal passaggio della ciclovia hanno condiviso e sostenuto l’idea, sottoscrivendo il manifesto di sostegno alla sua realizzazione che è stato consegnato all’Assessore regionale Claudia Maria terzi che lo ha condiviso impegnandosi affinché la proposta sia inserita nel Piano Regionale. “La Provincia, capofila del progetto, ha dato mandato all’ufficio tecnico di provvedere al progetto esecutivo. Il progetto di fattibilità è stato approvato e prevede 1:1n costo di 11 milioni di euro. Il piano economico finanziario, la regione Lombardia metterà a disposizione i primi 70 mila euro e la Provincia ne metterà 30 mila per divenire al progetto esecutivo”.

Gli obiettivi

“Con la ciclovia Monaco-Milano mettiamo in collegamento Bergamo con il Nord Europa: apriamo una via di mobilità leggera che possa creare movimento, turismo e nuove modalità di scoperta dei territori”. Questo avvierà uno scambio culturale di carattere internazionale e si realizzerà una fratellanza “che, a livello storico, non è così scontata: non dimentichiamo l’epoca del dominio austriaco, in cui non è che ci si voleva troppo bene con i nostri cugini oltralpe”. Non appena sarà finito il periodo elettorale provinciale, “abbiamo in programma di proporre un incontro tra la Regione Lombardia, la Provincia di Bergamo i Sindaci di Milano, di Bergamo di Monaco, di Innsllruck, le Comunità Montane dei laghi bergamaschi e di Valle Camonica nonché i 31 Sindaci che hanno firmato il documento di richiesta alla Regione per essere inclusi nel PNRR”, così da dare un1a rappresentanza più forte e più marcata all’iniziativa.

IL CIRCOLO CULTURALE DELLA VAL CAVALLINA SI PONE LO SCOPO DI STUDIARE ELABORARE E PROMUOVERE ATTIVITÀ DI CARATTERE CULTURALE, STORICO, ARTISTICO E AMBIENTALE.

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